GRINTA, ESORDIO E VITTORIA: INTERVISTA A MASSIMO MICHELON
L'Emozione del Debutto in Azzurro
- Massimo, congratulazioni per la vittoria! Partiamo dall'inizio: cosa si prova a indossare per la prima volta la maglia della Nazionale Italiana di Strongman?
"Grazie mille! Che dire, è stata un’emozione davvero unica.
Francamente non me l’aspettavo questa convocazione anche se la sognavo, quando
è arrivata la chiamata ho provato prima di tutto un grande orgoglio, ma non
nascondo di aver avuto anche parecchia ansia da prestazione!"
- C'è stato un momento preciso, prima di entrare in pedana, in cui hai realizzato la portata di questo esordio? Come hai gestito la tensione?
"Il momento più inteso in cui ho realizzato la portata della
cosa in realtà è arrivato la sera prima della gara stessa, ero andato a vedere
un concerto di amici per distendermi, ma durante la serata ho avuto proprio un
momento di realizzazione in cui ho pensato “caspita, domani gareggio con la
maglia della nazionale, assurdo!” da lì in poi l’ansia ha regnato, ma appena
arrivato sul posto l’atmosfera era talmente bella che l’ansia è passata subito
e ho pensato solo a godermi la giornata e dare il meglio di me stesso, in tal
senso è stata fondamentale la presenza dei compagni di squadra."
La Sfida Contro l'Ungheria e il gruppo Nazionale
- L'Ungheria è nota per avere atleti storicamente molto forti e preparati nel panorama dello Strongman. Che clima si respirava durante la sfida e che avversari hai trovato di fronte?
"Per me era un contesto tutto nuovo, ho seguito con interesse
le precedenti amichevoli e gli atleti ungheresi mi son sembrati veramente
irraggiungibili per me e appena li ho visti dal vivo ho avuto un po’ di sano
timore. Il clima però era di amicizia, di condivisione, di grande rispetto,
nonostante la barriera linguistica. Poi dai, qualche ungherese non è poi così
inarrivabile come pensavo!"
- Nello Strongman ogni punto è fondamentale. Qual è stata la prova in cui ti sei sentito più a tuo agio e quale, invece, ha richiesto il massimo del tuo sforzo mentale e fisico?
"La prova in cui mi sono sentito più a mio agio è stata
decisamente il Truck Pull, del resto è la prova che preferisco in assoluto
nello Strongman, quella che mi riesce più naturale e quella che mi ha fatto
guadagnare la convocazione in nazionale. Sicuramente invece le Atlas Stone mi
hanno messo in grande difficoltà, non si sono proprio mosse da terra, ma ne ero
consapevole. È una prova che mi piace molto, ma le ho allenate poco e c’è
ancora molto lavoro da fare."
- Lo Strongman viene spesso visto come uno sport puramente
individuale, ma in una sfida a nazioni il gioco di squadra è tutto.
Com'è stato l'affiatamento con gli altri veterani della Nazionale? Ti
hanno dato qualche consiglio speciale per il debutto?
"Mi sento il cucciolo della compagnia, del resto pratico
questo sport da meno tempo dei miei compagni di squadra e appunto, per me era
la prima volta in nazionale. Ma con dei compagni di squadra così passa la
paura, tutti hanno colto i miei timori e la mia ansia da prestazione e hanno
mostrato una disponibilità davvero incredibile, ma del resto è quello che più
mi ha colpito dell’ambiente Strongman. Tutti si sono interessati subito di come
mi sentivo, Alex ha addirittura messo a disposizione la propria palestra di
casa e il proprio tempo per aiutarmi a preparare le stones nei giorni
precedenti. Paolone mi ha aiutato tantissimo con la sua esperienza. Lucone è
uno dei primi strongman che ho conosciuto ed è uno stimolo costante."
- Dietro una prestazione del genere c'è un lavoro immenso. Quanto è durata e come è stata strutturata la tua preparazione atletica e alimentare per arrivare al top contro gli ungheresi?
"Non aspettandomi la convocazione, la preparazione di fatto è
stata abbozzata in 2 settimane, è stato un lavoro studiato più su tecnica e
mentalità. Per quanto riguarda l’alimentazione con la nutrizionista che mi
segue abbiamo deciso di sospendere momentaneamente le restrizioni per perdere
peso, quindi son state due settimane abbastanza libere per arrivare carico."
Il nuovo coach e la Bassano Strongman Cup
- Hai da pochi mesi cambiato coach, individuando in Luigi Mazza quello che per te poteva essere il punto di riferimento giusto per alzare l'asticella e domare al meglio i pesi della categoria Rookie. Su cosa state lavorando insieme al coach?
"Il cambio coach è stato un momento di svolta, mi è
dispiaciuto molto separarmi da Matteo Bozza, il mio precedente coach, con lui
ho fatto un percorso bellissimo e fondamentale perché ha segnato la mia
rinascita sportiva dopo anni di stop completo. È stato lui stesso però a
consigliarmi di scegliere un coach con preparazione specifica nello Strongman,
avendo colto la mia volontà di dedicarmici. Con Luigi stiamo lavorando per
colmare le lacune tecniche e per affinare quelli che sono i miei punti di
forza, con lui sto facendo anche un grande lavoro sulla mentalità, son molto
contento del percorso che sto facendo."
- Il 19 Settembre è in programma la terza Bassano Strongman Cup, cominciata quasi per gioco dentro la tua palestra di riferimento (la "Be Strong Bassano"), e diventata in breve tempo tappa ufficiale di campionato. Parlaci di questo evento, e di cosa dobbiamo aspettarci da questa edizione?
"La Bassano Strongman Cup è vero ha riscosso un successo
inaspettato devo dire, sono felicissimo di com’è andata l’edizione dell’anno
scorso. Non voglio svelare ancora nulla della prossima edizione, qualcosa ci è
piaciuto molto e resterà, qualcosa proveremo a migliorare. Ho la fortuna di
avere una palestra che mi concede grande libertà nell’organizzazione e mi
permette di esprimere tutto me stesso, per cui vorrei che diventasse sempre più
un modo di mettere assieme le mie passioni. Vorrei che fosse sempre più un
evento a 360 gradi, non solo una gara, ma a breve inizierò a svelare le
sorprese."
Il Futuro ed il Movimento Strongman in Italia
- Questo esordio con vittoria è un biglietto da visita incredibile. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi personali e dove può arrivare Massimo Michelon?
"L’anno è iniziato molto bene devo dire, ora penso a
preparare la mia prossima gara, che sarà il Master of Sand a Senigallia e penso
a continuare il percorso con la nutrizionista. Sono consapevole di dover fare
dei tagli alle mie altre passioni e di dover rimettere mano al mio stile di
vita, ma mai come quest’anno sono determinato e motivato. Dove può arrivare
Massimo Michelon? Non lo so ancora, ma ho intenzione di godermi il viaggio!"
- Lo Strongman in Italia sta crescendo anno dopo anno. Cosa diresti a un giovane atleta che vuole approcciarsi a questa disciplina vedendo i tuoi risultati?
"Accidenti questa è una domanda difficilissima. Il mondo
dello Strongman è un mondo ancora troppo sconosciuto in Italia, anche se è
effettivamente in crescita. Ad un giovane che vuole approcciarsi direi
semplicemente di buttarsi, di non farsi spaventare dai pesi e dalle prove, è un
percorso di crescita costante ed è un ambiente veramente splendido."